Diario di una gita emozionante.
L’Associazione Pro Monte Vecchio e l’ Unione Sportiva Orasso – ente no profit, hanno organizzato nei giorni che vanno dal 1 giugno al 5 giugno, la tradizionale gita annuale con destinazione Roma e Orvieto.
Ritrovo per tutti i partecipanti alla gita (47 persone) presso la Piazza San Vittore di Cannobio. Alle 20,20 circa inizia la nostra avventura. Nonostante il gran traffico riscontrato in autostrada fin dopo Firenze, e le tanto desiderate soste all’autogrill, per sgranchirsi le gambe, raggiungiamo la sede del nostro albergo di Colonna Frascati già verso le 8,30 di venerdì 2 giugno.
Nella mattinata libera, c’è chi sceglie di rilassarsi nella propria stanza e chi di farsi una sgambata fino all’abitato di Colonna Frascati, piccolo paese situato nelle vicinanze di Frascati stessa, con vista su Roma stessa.
Dopo un frugale pranzo, di nuovo tutti in pullman con destinazione Roma e precisamente presso la Basilica di “San Paolo fuori le mura.
In questa magnifica basilica i Papi eletti in Vaticano esercitano la carica di Vescovo della città di Roma. Già sul colonnato d’entrata abbiamo potuto ammirare le maestose statue rappresentanti San Paolo (situato al centro del giardino della basilica stessa) e di San Pietro. I due colonnati in granito arrivano dalle nostre zone: dalle cave del Montorfano (di colore grigio) per quanto riguarda l’entrata nei giardini e dalle cave di Baveno (di colore rosa) per quanto riguarda il colonnato verso l’entrata delle Basilica. Questi graniti sostituirono nel XIX secolo le colonne che andarono distrutte durante un enorme incendio che deturpò la Basilica. A testimonianza di quella enorme devastazione ,all’esterno della Basilica verso la sua destra, si possono visionare dei capitelli ancora esistenti ma martoriati da quell’incendio. Stupendi e pregevoli poi gli affreschi e i mosaici presenti nei vari altari della chiesa e sui soffitti e sulle mura esterne. Suggestivi anche i bassorilievi e alcuni sarcofagi raccolti nel secondario giardino esterno della Basilica . In questa basilica è sita anche una delle Porte Sante che vengono aperte dai Papi in occasione del Giubileo che si svolge ogni 25 anni. L’ultimo Pontefice ad aprire quella porta e a varcarne la soglia, fu Papa Giovanni Paolo II nel 2000. Sopra i capitelli delle navate centrali, si possono ammirare i ritratti di tutti i Papi di Roma, da San Pietro a Benedetto XVI. Una curiosità che può indurre ad un puro e fantasioso presagio è dato dal fatto che nella Basilica salvo eventuali modifiche è esistente lo spazio ancora per solo altri sette ritratti di Pontefici. Nel centro della Chiesa, sotto un altare in legno in stile gotico, abbiamo potuto vedere anche la cripta dove sono contenuti i resti di San Paolo Apostolo.
Visitata la basilica ci siamo poi diretti sempre con il nostro pullman presso le Catacombe di San Callisto, situate nelle vicinanze della famosissima strada Appia Antica. Questo cimitero sotterraneo come del resto tutte le Catacombe romane, si estende su diversi piani scavati nel tufo. Queste qua in particolare scendono di quattro livelli e si snodano in cunicoli e labirinti per circa 20km. Accompagnati da un bravissimo “cicerone”, noi siamo scesi fino al secondo livello ed abbiamo potuto osservare una piccolissima parte dei loculi, circa mezzo milione, che sono stati rinvenuti. Abbiamo potuto vedere una stanza detta la “Cripta dei Papi” nella quale furono sepolti nove Pontefici che “regnarono” dal 230 al 280 circa. In un'altra cripta invece abbiamo potuto ammirare la copia della statua del sepolcro di Santa Cecilia la Patrona della musica sacra e ora Patrona di tutte le Bande Musicali (l’originale si trova nell’omonima chiesa in Trastevere), di come venne trovata una volta aperto il sarcofago e vari affreschi raffiguranti la vita cristiana, risalenti ai primi secoli d.C.
Usciti dalle Catacombe ci siamo diretti verso la via Appia Antica. Abbiamo potuto vedere parte dei ruderi del basolato (pietra vulcanica) costituivano il manto stradale di allora. Abbiamo dato un scorcio veloce, perché non aperti al pubblico, al circo massimo di Massenzio e al mausoleo del giovane figlio Romolo. La tomba di Cecilia Metella Grassi, figlia di nobili romani che ai tempi governavano Roma. In serata, tornati in albergo, dalla collina abbiamo potuto vedere Roma accendersi e prepararsi con le sue luci ad accogliere la notte.
Il terzo giorno, il programma prevedeva la visita del Vaticano, ma la concomitanza dell’incontro mondiale delle comunità ecclesiastiche e della veglia di Pentecoste, in Piazza San Pietro una festante muraglia umana ci si è parata davanti. Si decide quindi di rivoluzionare il programma e quindi di far che visitare Roma. Lasciato il parcheggio, stracolmo di mezzi, del Giannicolo ci siamo diretti verso le zone del Campidoglio, sede del Municipio di Roma. Saliti in cima alla scalinata del Palazzo, ci siamo trovati di fronte ad un piazzale ideato da Michelangelo. Da questa sommità si è potuto vedere una parte dei Fori Imperiali che insieme alla nostra guida siamo poi andati a visitare. In questo enorme spazio abbiamo così potuto ammirare la maestosità dei ruderi dell’antico impero romano, dai templi dedicati alla devozione degli dei, alle loro basiliche (dei veri e propri tribunali), tre enormi archi di trionfo in particolare quello dell’Imperatore Tito e dell’Imperatore Costantino (situato affianco del Colosseo), che riproducono nelle loro sculture le gesta vittoriose da parte dei soldati romani nelle conquiste straniere. Abbiamo anche visto ciò che resta della colonna “Millenarium Aureum” dalla quale venivano calcolate tutte le distanze dalla città di Roma “caput mundi” a tutte le località del loro Impero. Abbiamo visto “l’ara di Cesare” luogo dove fu cremato Giulio Cesare dopo il suo assassinio. Continuando lungo i fori imperiali, siamo giunti presso il Colosseo sede dei divertimenti dei romani. Qui ci è stato spiegato che la parte mancante del monumento, venne utilizzata nei secoli scorsi per la costruzione di altri edifici fuori e dentro le mura di Roma. Fu Papa Pio VII a dare fine a questo efferato scempio.
Risaliti sul nostro mezzo di trasporto, ci siamo poi spostati presso Piazza Navona. Da lì ci siamo diretti in un’affollatissima Piazza di Spagna con la sua scalinata. Dopo una breve sosta ci siamo recati a vedere il Palazzo di Montecitorio, sede del nostro Governo, per poi raggiungere una affollatissima ma pur sempre affascinante Fontana di Trevi, con i suoi monumenti marmorei dedicati alle divinità marine. Dopo aver fatto qualche fotografia alla piazza, ci siamo spostati fino al Pantheon, antico tempio pagano e poi convertito in chiesa dopo la liberalizzazione del Cristianesimo. La cupola nella sua enorme (circa 50mt di diametro) estremità presenta un apertura senza vetri e riparo, unica fonte di illuminazione del monumento. Al suo interno oltre agli affreschi e ai mosaici, abbiamo potuto vedere le tombe di Re Vittorio Emanuele II e della Regina Margherita, oltre ad una cripta dove sono conservate le spoglia dell’artista Raffaello. Da lì il gruppo si è poi sparpagliato in libera uscita. Io insieme ad altri, ho potuto ammirare le opere d’arte custodite nella Chiesa del Gesù in Farnesina. Il gioco di luce fatto dal sole attraverso il rosone centrale dava una tonalità ai colori degli affreschi sui soffitti delle navate, particolari. Stupendi anche, le reliquie e gli affreschi che decoravano sia l’altare centrale che gli otto altari laterali tra cui un crocifisso a grandezza naturale stupendo. Usciti da lì ci siamo diretti verso Piazza Venezia, famosa per il balcone da dove teneva i suoi comizi Mussolini, per poi arrivare all’Altare della Patria, maestoso nella sua bellezza ed emozionante sacralità. Abbiamo potuto anche assistere alla “cerimonia” del cambio della guardia.
Dopo cena ancora un pochino di tempo libero, e così abbiamo colto l’occasione di vedere sia il Colosseo che l’Altare della Patria illuminati dalle suggestive luci notturne.
Domenica 4 giugno, alzandoci un po’ prima del solito ci siamo diretti verso il Vaticano. Qui la comitiva si è separata. Un gruppo ha continuato la visita di Roma, mentre il gruppo di cui facevo parte io si è diretto verso un’ancora sonnecchiante Piazza San Pietro per partecipare alla celebrazione della Santa Messa di Pentecoste, officiata da Sua Santità Benedetto XVI.
Non posso nascondere l’emozione che mi ha colto in quei momenti una volta preso posto non lontano da dove si sarebbe svolta l’intera celebrazione. Il vedere poi riempirsi di minuto in minuto fino a via della Conciliazione la Piazza da parte dei fedeli era un qualcosa di inspiegabile. Non so quando mi capiterà di rivedere una simile festante e gioiosa folla. Non dimenticherò mai anche il fatto di aver visto passare il Santo Padre davanti a noi lì a pochissimi metri, e poi tutta la cerimonia in latino, accompagnata dal coro della “schola” vaticana e la benedizione Papale “Urbi et orbi”. Finita la cerimonia e aspettando che sciamasse un po’ la folla ci siamo diretti verso l’entrata della Basilica di San Pietro per poter visitare la Cupola, le grotte vaticane e la Basilica stessa. Dopo qualche minuto di attesa siamo riusciti ad accedere all’entrata per la salita verso il “Cupolone”. Quasi in cima alla nostra ascesa abbiamo potuto ammirare dall’alto l’interno della basilica, di osservare e toccare i stupendi mosaici che rivestono la cupola. Una volta arrivati in cima abbiamo potuto ammirare i giardini vaticani e potuto osservare Roma da tutte le sue latitudini. La bella giornata permetteva una fantastica visuale. Una volta scesi giù ci siamo incolonnati verso le grotte vaticane. Per me è stato il momento più alto di tutta la gita. Il poter vedere, finalmente la tomba del Santo Padre Giovanni Paolo II e di poterci sostare molto brevemente sono stati una emozione fortissima e non nascondo che delle lacrime sono uscite dai miei occhi. In quei pochi istanti che sono sembrati un eternità non ho potuto che rivolgermi a Lui chiedendogli di proteggere le persone a cui voglio bene, oltre ai miei nipotini e una persona speciale. Un pensiero è andato anche alcuni amici che in questi giorni per malattia stanno soffrendo. Diciamo che per me a livello emotivo la gita era finita, ma c’era ancora da visitar tutta la Basilica. La Pietà di Michelangelo,stupenda per la sua espressività e forma, i vari affreschi, le varie teche, gli altari, le spoglie di Papa Giovanni XXIII, la statua e la cripta di San Pietro. Chissà quante cose abbiamo anche saltato!
Lasciata la Basilica, prima di dirigerci verso il ristorante dove ci saremmo trovati con il resto della comitiva, ci siamo dedicati all’acquisto dei souvenir e a riposare un attimo le gambe. Ci siamo poi recati a vedere velocemente Castel Sant’Angelo, abbiamo attraversato i ponti e guardato il Tevere, siamo passati nella caratteristica Piazza Campo dei Fiori (famosa per una canzone di Antonello Venditti) siamo scesi fino al Circo Massimo che abbiamo attraversato in tutta la sua lunghezza, abbiamo visto la “Bocca della Verità” resa famosa dal film “Vacanze Romane”. Raggiunto il Colosseo ci siamo diretti verso il ristorante che avevamo prenotato per questi giorni, dove abbiamo potuto assistere ad una simpaticissima esibizione di tre cantori romaneschi che con le loro poesie e i loro canti dialettali hanno rallegrato la serata. Esausto ma con un felicità interiore immensa finalmente il ritorno in albergo per una tanto mai aspettata dormita.
Lunedì 5 giugno, purtroppo il rientro. Tappa di avvicinamento a casa e la città di Orvieto. Cittadina situata in Umbria al confine con il Lazio poggia su una rocca di tufo. Raggiunto il centro storico attraverso un collegamento di scale mobili site in alcune gallerie già scavate nei secoli scorsi, abbiamo potuto visitare la Chiesa medioevale del 1200 e il Duomo. Anche qui ci siamo fatti una bella “scorpacciata” d’opere d’arte con i quadri, gli affreschi e le sculture. Dopo pranzo e dopo aver girato nelle viuzze di Orvieto è iniziato il ritorno verso Cannobio.
Mario Generelli